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Marmellata di zucca

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La marmellata di zucca è una conserva molto insolita ma, sicuramente, molto buona. Oltre a gustarla per colazione o a merenda, sul pane o sulle fette biscottate, può accompagnare pietanze salate, come ricotta o formaggi, o decorare qualsiasi piatto di carni. Sicuramente da provare!!!

INGREDIENTI

  • una zucca tenera a pasta gialla (circa 2kg)
  • zucchero (750 g/1 kg di polpa pulita)
  • succo di 1 limone

PROCEDIMENTO

Sbucciare la zucca, privarla dei semi, tagliare la polpa a tocchetti. Sciacquare bene sotto l’acqua corrente e disporre in una pentola abbastanza grande. Mettere lo zucchero nelle giuste proporzioni (per 1 kg di polpa non meno di 750 g di zucchero). Aggiungere il succo di 1 limone.

Cuocere a fuoco moderato, per timore che possa attaccare, inizialmente, si può aggiungere una mezza tazzina di acqua. Far cuocere fino a quando la zucca non si ammorbidisce, mescolando continuamente, prestando attenzione che lo zucchero non si scurisca, altrimenti si può caramellare e la marmellata raffreddandosi si può indurire. In pratica il colorito deve essere come in foto, color miele.

Nel frattempo sterilizzare i barattoli e non appena è pronta la marmellata con un mixer da immersione ridurre il tutto a crema (come nella foto in basso a destra).

Riempire i vasetti con la composta ancora calda, tappare immediatamente e capovolgere i barattoli per far creare un lieve sottovuoto. Far raffreddare e riporli in dispensa. Far passare almeno 1 mese prima di consumarla e una volta aperta conservare in frigo e consumare entro 3/4 giorni.

Cotolette di melanzane

2018-08-24 12.58.33

Un antipasto o un secondo sfizioso, veloce da preparare e a seconda dei gusti lo si può cuocere al forno ma anche fritto, a seconda se a prepararlo sia un salutista o chi ama una cucina più ricca. Comunque in entrambi i modi vi assicuro che sono buonissime, se vi avanzano si gustano anche fredde, il giorno dopo.

INGREDIENTI (per 4 persone)

  • 2 melanzane
  • pangrattato
  • sale, olio evo

PROCEDIMENTO

Sbucciate le melanzane, tagliatele a fette spesse 1/2 cm, disponetele in un piatto e cospargete di sale per eliminare l’acqua di vegetazione. Fate riposare un paio di ore.

Sciacquate per eliminare il sale e asciugatele bene con carta assorbente. Bagnare le fette nell’olio e poi passatele nel pangrattato. Premete con le mani per far sì che il pangrattato aderisca bene alle fette.

Foderate con carta da forno una tortiera abbastanza grande oppure la placca da forno e disponetele sopra, in alternativa friggete in olio bollente.

Se preferite il forno, preriscaldate a 180° e infornate per circa 1/2 ora. I tempi e la temperatura possono variare a seconda del forno che utilizzate.

I miei ravioli

2018-07-11 14.44.40

Uno dei primi piatti di pasta fresca all’uovo, fatta in casa, con il ripieno tra i più saporiti. Si presta facilmente a qualsiasi ripieno anche se quelli con la ricotta vanno per la maggiore. Non è un piatto molto elaborato da realizzare, specialmente se si fa uso della macchina per stendere la sfoglia.

INGREDIENTI (4 persone)

Per l’impasto:

  • 300 g di farina di grano tenero
  • 3 uova

Per il ripieno:

  • 400 g di ricotta
  • formaggio grattugiato
  • prezzemolo

PROCEDIMENTO

Disporre a fontana la farina sopra una spianatoia e aprire le uova al centro di essa. Impastare il tutto formando un panetto morbido ed elastico. Lasciare riposare coperto.

Nel frattempo preparare il ripieno mescolando la ricotta, precedentemente messa a scolare dentro un colino, con il formaggio grattugiato, un pizzico di sale e il prezzemolo sminuzzato.

Tirare a sfoglia sottile la pasta con il mattarello, oppure se usate la macchina della pasta posizionare prima a 1 e poi a 7 per ottenere lo spessore della sfoglia ideale. Aiutandosi con un cucchiaino disporre sulla sfoglia, distanziati almeno 2/3 cm tra loro, dei ciuffetti di ripieno in base alla grandezza che si desiderano. Coprire con un’altra sfoglia e con l’aiuto della formina formare i ravioli.

Per il condimento si consiglia il sugo di carne ma in alternativa sono ottimi anche con burro e salvia, per chi li gradisce in bianco.

Alternative al ripieno: si può aggiungere alla ricotta anche un 100 g di spinaci lessati e ben strizzati oppure, per chi li preferisce a base di pesce, può lessare una patata e 300 g di baccalà, tritati insieme a formare una purea, con l’aggiunta di un po’ di formaggio grattugiato. O ancora per i vegetariani  lessare 300 g di zucca, scolata bene e frullata, con l’aggiunta di qualche amaretto e una spolverata di formaggio, chiaramente aggiustare di sale in base ai propri gusti. Ovviamente poi ognuno può sfiziarsi inventando un ripieno a propria fantasia.

Conchiglioni ripieni

2018-06-20 14.48.09

Può sembrare un piatto molto elaborato ma è di semplice preparazione. Inoltre i conchiglioni, sono un formato di pasta, che si prestano ad essere riempiti con qualsiasi farcitura, in base ai propri gusti. Secondo me questa farcia è molto delicata ed essendo priva di carni, può andare bene anche per i vegetariani (evitando il prosciutto). Sono ottimi lo stesso!

INGREDIENTI

  • 500 g di ricotta
  • 2 zucchine medie
  • 1 fetta di prosciutto cotto tagliata spessa (circa 100g)
  • Scamorza
  • Formaggio grattugiato
  • Salsa di pomodoro fresco

PROCEDIMENTO

Grattugiare grossolanamente le zucchine e farle saltare in padella con un cucchiaio di olio. Rendere a crema la ricotta aggiungendo, se è troppo dura, un po’ di latte. Una volta pronte le zucchine mescolarle insieme, aggiungendo il prosciutto tagliato a dadini e la scamorza (può andare bene qualsiasi formaggio fresco, purché sia dolce) anch’essa tagliata a pezzetti. Aggiustare di sale e mettere anche un cucchiaio di formaggio grattugiato. Il ripieno deve essere molto cremoso ma non liquido, altrimenti fuoriesce dai conchiglioni durante la cottura.

Lessare i conchiglioni a poco più di metà cottura, poi viene completata nel forno. Considerate un 7 conchiglioni a testa, quindi le dosi del ripieno vanno bene per 4 persone. Scolateli bene in modo che non ci sia acqua all’interno.

Ungere una pirofila, riempire i conchiglioni e disporli all’interno, uno vicino all’altro. Coprire con il sugo un po’ più liquido, all’occorrenza diluirlo o con un po’ di latte o con della besciamella, come si preferisce. Spargere del formaggio grattugiato sulla superficie e mettere in forno preriscaldato a 200° per circa un’ora. Chiaramente il tempo e la temperatura possono variare in funzione del vostro forno, oppure a seconda se usate la funzione ventilato o statico. Considerate che con la funzione ventilato la cottura è più veloce e rischiano di abbrustolirsi in superficie. Si consiglia di usare nella prima mezz’ora il ventilato e poi passare alla funzione statico.

Servire tiepidi e se vi sembrano troppo asciutti aggiungere un po’ di sugo dopo aver fatto le porzioni.

Latte sì, latte no!

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Il latte è un alimento che non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta anche se, come per tutte le cose, deve essere introdotto con moderazione. Salvo nei casi di intolleranza è un alimento molto importante. Se si pensa che un bimbo si nutre solo di esso per la crescita, nei suoi primi mesi di vita, se ne capisce la sua importanza. Purtroppo su di esso ci sono molti pareri discordanti. Addirittura a questo alimento si attribuiva la causa dell’insorgenza di alcuni tumori, anche se non c’è nessun fondamento scientifico. Eliminare latte e suoi derivati dalla dieta non è necessario purché se ne faccia un consumo moderato e principalmente non ci sia una intolleranza al lattosio. Per quanto riguarda le quantità se ne consigliano  2-3 porzioni di latte o yogurt al giorno, pari a 250-375 ml, che consistono a poco meno di 2 tazze.

Perché è così importante?

Il latte è un alimento completo, abbiamo detto che i neonati si nutrono, nei primi mesi di vita, solo di esso. Le sue proteine, la caseina (80%) e la lattalbumina (20%), rappresentano 1/3 del fabbisogno medio giornaliero di un individuo e in più sono presenti anche i carboidrati, sotto forma di lattosio, importanti per lo sviluppo del tessuto nervoso. Inoltre è molto ricco di calcio, ma anche di fosforo e di vitamine del gruppo B e D e di acidi grassi. Infine i fermenti lattici presenti oltre che nel latte, nei formaggi ma soprattutto nello yogurt, portano altrettanto beneficio al nostro organismo. Questi favoriscono processi vitali indispensabili per lo sviluppo fisiologico, riequilibrano la flora batterica intestinale, ostacolando lo sviluppo di molti batteri dannosi, prevengono le infezioni intestinali, ripristinano la flora batterica dopo l’assunzione di cure antibiotiche, migliorano la digestione e il funzionamento intestinale e rafforzano le difese immunitarie.

Ma quali sono i pro e i contro?

Abbiamo detto che il latte è molto ricco di nutrienti ma per la presenza dello zucchero (lattosio) e dei grassi se ne consiglia un consumo moderato perché, oltre ad incidere sull’indice glicemico, potrebbe influire, nei pazienti a rischio, sui livelli di colesterolo.

Nei bambini, seppur alimento necessario per la crescita, ci potrebbero essere problemi di intolleranza al lattosio che potrebbero apportare sintomi poco piacevoli come disturbi gastrointestinali, gonfiore e dolore addominale. Fenomeno che dovrebbe risolversi, una volta formatosi l’enzima deputato alla digestione dello stesso.

Inoltre sfatiamo un mito: anche se il latte è ricco di calcio, non ci sono delle prove evidenti che esso sia protettivo per chi ha problemi di osteoporosi. Per di più non è l’unica fonte, ma possiamo introdurlo anche attraverso tanti altri alimenti.

Inoltre non stiamo a demonizzarlo per gli effetti dannosi in quanto se analizziamo ciò che mangiamo tutti i giorni sicuramente ci saranno tante altre sostanze sicuramente molto più dannose.

Ma come dobbiamo orientarci tra i tanti tipi di latte che troviamo in commercio?

Innanzitutto dobbiamo vedere l’origine del latte, con la nuova normativa deve essere indicata la provenienza: è preferibile quello di origine italiana.

Troviamo diverse tipologie in base al trattamento termico, qui sicuramente la scelta è dettata dal gusto: chiaramente il LATTE FRESCO, sempre pastorizzato ma a breve scadenza, sarà sicuramente migliore oltre che per il sapore anche rispetto alle qualità nutrizionali, ma il prezzo sarà meno vantaggioso rispetto al LATTE pastorizzato a temperatura elevata, che oltre a subire un trattamento termico a metà strada tra quello fresco e quello UHT, si mantiene in frigo fino a quasi un mese. Poi abbiamo il LATTE UHT e/o quello microfiltrato, che mantengono più o meno intatto il sapore del latte fresco, ma hanno il vantaggio di durare più a lungo. Infine troviamo quello per gli intolleranti, ovvero ad alta digeribilità, cioè senza lattosio. Tra le tipologie che variano in base al contenuto di grasso possiamo trovare quello scremato (non superiore allo 0,5% contenuto di grassi), parzialmente scremato (tra 1,5 e 1,8%) o intero (non inferiore a 3,5%).

Insomma per concludere non facciamoci spaventare da ciò che circola sul web e consumiamolo in quantità moderate e sicuramente ne trarremo solo i benefici, come per tutte le cose!!!

Fonte varia

 

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Elogio dell’imperfezione